L'Unione Europea non è un vuoto bla-bla-bla
A cura di Alessia Smaniotto
L'Unione Europea non è solo un'eredità del passato che dobbiamo onorare, ma soprattutto un dovere verso il nostro avvenire. José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, ha parlato così ai giovani presenti agli Stati Generali dell'Europa che si sono tenuti sabato 17 aprile a Strasburgo. Pierre Lellouche, segretario di Stato francese per gli Affari Europei, dal canto suo, ha invece raccolto i fischi di un pubblico infastidito dall'elogio fuori luogo del governo nazionale: «Non siamo qui per questo», ha come voluto dirgli la società civile riunitasi a Strasburgo, dimostrando quanto forte sia l'esigenza di una politica chiara e pertinente, non servile e strumentale.
In occasione della terza edizione degli Stati Generali dell'Europa, i tre movimenti che hanno co-organizzato l'evento (EuropaNova, il Mouvement Européen-France e Notre Europe), hanno richiesto ad OpinionWay di realizzare un sondaggio in Francia e in Germania, sulla fierezza di essere francesi ed europei, e di essere tedeschi ed europei. Il risultato ha dimostrato che nei due paesi non esiste incompatibilità tra l'appartenenza alla propria nazione e la contemporanea appartenenza all'Europa. Alcuni analisti, dietro le quinte, han commentato: «Niente di nuovo». Ma se davvero questo è un dato di fatto condiviso, come possiamo spiegare il riemergere, nei paesi membri dell'Europa, di sentimenti nazionalisti, che sono poco compatibili con l'appartenenza europea?
L'Europa è nata grazie al moto iniziativo di gente “di frontiera”: Robert Schuman (nato a Lussembugo e vissuto nella Lorena), Konrad Adenauer (Colonia), Alcide De Gasperi (Pieve Tesino, in provincia di Trento). Ai figli di quest'Europa ormai reale, non resta che farla pulsare di vita vera riconoscendo innanzitutto che i bisogni di ognuno sono i bisogni di tutti: il 7-8-9 maggio prossimi la Maison de l'Europe de Paris organizza di fronte all'Hotel de Ville parigino la giornata dell'Europa, intitolata quest'anno “Nuove energie per l'Europa”. In quest‘occasione verranno presentati anche i risultati dei dibattiti che più di cento attori della società civile, tra associazioni, think tanks, stampa, sindacati e imprese, hanno raccolto sabato a Strasburgo. Un'occasione per dimostrare che l'Europa non è solo un vuoto bla-bla, «Non è solo Strasburgo e Bruxelles» - per riprendere le parole del discorso d'apertura di Barroso agli Stati Generali dell'Europa - ma il nostro concreto avvenire.
Alessia Smaniotto
L'Unione Europea non è solo un'eredità del passato che dobbiamo onorare, ma soprattutto un dovere verso il nostro avvenire. José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, ha parlato così ai giovani presenti agli Stati Generali dell'Europa che si sono tenuti sabato 17 aprile a Strasburgo. Pierre Lellouche, segretario di Stato francese per gli Affari Europei, dal canto suo, ha invece raccolto i fischi di un pubblico infastidito dall'elogio fuori luogo del governo nazionale: «Non siamo qui per questo», ha come voluto dirgli la società civile riunitasi a Strasburgo, dimostrando quanto forte sia l'esigenza di una politica chiara e pertinente, non servile e strumentale.
In occasione della terza edizione degli Stati Generali dell'Europa, i tre movimenti che hanno co-organizzato l'evento (EuropaNova, il Mouvement Européen-France e Notre Europe), hanno richiesto ad OpinionWay di realizzare un sondaggio in Francia e in Germania, sulla fierezza di essere francesi ed europei, e di essere tedeschi ed europei. Il risultato ha dimostrato che nei due paesi non esiste incompatibilità tra l'appartenenza alla propria nazione e la contemporanea appartenenza all'Europa. Alcuni analisti, dietro le quinte, han commentato: «Niente di nuovo». Ma se davvero questo è un dato di fatto condiviso, come possiamo spiegare il riemergere, nei paesi membri dell'Europa, di sentimenti nazionalisti, che sono poco compatibili con l'appartenenza europea?
L'Europa è nata grazie al moto iniziativo di gente “di frontiera”: Robert Schuman (nato a Lussembugo e vissuto nella Lorena), Konrad Adenauer (Colonia), Alcide De Gasperi (Pieve Tesino, in provincia di Trento). Ai figli di quest'Europa ormai reale, non resta che farla pulsare di vita vera riconoscendo innanzitutto che i bisogni di ognuno sono i bisogni di tutti: il 7-8-9 maggio prossimi la Maison de l'Europe de Paris organizza di fronte all'Hotel de Ville parigino la giornata dell'Europa, intitolata quest'anno “Nuove energie per l'Europa”. In quest‘occasione verranno presentati anche i risultati dei dibattiti che più di cento attori della società civile, tra associazioni, think tanks, stampa, sindacati e imprese, hanno raccolto sabato a Strasburgo. Un'occasione per dimostrare che l'Europa non è solo un vuoto bla-bla, «Non è solo Strasburgo e Bruxelles» - per riprendere le parole del discorso d'apertura di Barroso agli Stati Generali dell'Europa - ma il nostro concreto avvenire.
Alessia Smaniotto
